Dean Koontz – In Un Incubo Di Follia


Sebbene non annoverabile tra i titoli più citati ed apprezzati dello scrittore americano, In Un Incubo Di Follia è un road thriller che a partire da un soggetto estremamente scarno, e con un numero limitato di personaggi, si trasforma in un viaggio attraverso il lato oscuro della società statunitense. Ma non lo fa mettendo i suoi personaggi direttamente di fronte agli orrori che popolano il suolo a stelle e strisce; piuttosto fa sì che le loro esistenze serene si trovino costrette a guardare in faccia l’oscurità che li circonda. Non sono le loro vite a scivolare nell’orrore, quanto piuttosto quest’ultimo ad irrompere all’interno della loro serena ed ordinaria quotidianità. Alex Doyle si è da poco sposato con Courtney, la donna dei suoi sogni, ed insieme hanno deciso di trasferirsi in California, dove hanno comprato una casa e dove li aspettano nuovi lavori ed una nuova vita. Insieme a Colin, il fratello di lei di sette anni, Alex si mette in viaggio per raggiungere la moglie che li aspetta nella nuova casa. Inizia così un viaggio da una costa all’altra del paese, da Philadelphia a San Francisco, che si rivelerà ben differente da come lo avevano programmato. Infatti, subito dopo aver percorso pochi chilometri, Colin si accorge che un furgone bianco sembra seguire pazientemente la Ford Thunderbird su cui stanno viaggiando. Un po’ per curiosità, un po’ per passare il tempo, ma non ancora preoccupati, iniziano a formulare delle ipotesi su chi potrebbe essere alla guida del misterioso veicolo, e quella inizialmente più gettonata ha come protagonisti agenti dell’FBI, impegnati in un pedinamento frutto di un errore.

Ma come presto avranno modo di scoprire, in realtà le cose non stanno come loro immaginano; ben distante dall’essere frutto di un errore o di una coincidenza, si tratta piuttosto di un’azione che con il trascorrere del tempo si rivela essere sempre più frutto di pianificazione quanto più mortalmente pericolosa. Alla guida del furgone che ha iniziato a seguirli al momento stesso della loro partenza dalla loro casa in Pennsylvania si trova un misterioso maniaco mosso da un apparentemente implacabile e spietato desiderio di ucciderli. Non si tratta di altri che dell’ex-fidanzato di Courtney il quale, in preda a gravi disturbi mentali (molto probabilmente a causa di un tumore al cervello), vive una propria ossessione privata all’interno della quale il marito ed il fratello di lei non sono altro che ostacoli da rimuovere per poter tornare insieme a quella donna che è il suo unico pensiero. Al contrario, sereno ed in piena salute, Alex sta vivendo l’American Dream: ha per moglie un donna che adora, l’automobile dei suoi sogni, un nuovo lavoro in una città come San Francisco che dovrebbe garantirgli soddisfazioni professionali nonché un reddito sopra la media. Ed anche il programma del suo viaggio rispecchia la sua esistenza: un sereno e pacifico trasferimento da un punto del paese ad un altro, viaggiando attraverso le principali arterie stradali e facendo soste in luoghi prenotati in anticipo, secondo una tabella di marcia che nulla vorrebbe lasciare al caso. Ma non trascorre molto tempo prima che il viaggio coast to coast di Alex e Colin si trasformi da esperienza del sogno americano in, appunto, un incubo di follia. E non solo a causa delle azioni del maniaco omicida, ma anche per via di qualcosa nella realtà che lo circonda e che non aveva mai notato in precedenza.

Fin da subito, ancora prima che il maniaco riveli le sue intenzioni omicide, Alex prova disagio e turbamento di fronte ai comportamenti altrui: la sua sicurezza di sé, la sua soddisfazione e perfino la macchina che guida sembrano essere causa di ostilità da parte delle persone con cui si trova ad interagire; a partire dal benzinaio presso il quale si ferma per fare il pieno e con il quale scambia qualche parola poco più che di circostanza, Alex comincia a notare una sorta di sottile ostilità nei suoi confronti. O comunque nei confronti di ciò che la sua persona sembra rappresentare. Come in un incubo, le persone che lo circondano lo guardano con sguardi torvi e tutt’altro che rassicuranti, ed il fatto che nessuno sembri disposto ad aiutarli per quanto le azioni dell’uomo misterioso che li segue si facciano sempre più aggressive e pericolose, non fa altro che costringerlo a rivedere in modo sempre più radicale quella che fino a quel punto era stata la sua esistenza. Abbandona il suo programma di viaggio, le soste presso gli hotel dove aveva prenotato e le strade principali del paese per muoversi su quelle secondarie, ed infine si trova costretto a rimettere in discussione la sua ingenua fiducia nelle forze di polizia nel momento in cui si ferma presso la centrale di uno sceriffo di provincia per denunciare la persecuzione e le aggressioni subite. Questo non solo decide di non dare seguito alle denunce di Alex, ma esplicitamente gli sbatte in faccia il suo disprezzo per quello che secondo lui rappresenta: un uomo viziato e benestante che pensa di poter fare i suoi comodi ovunque vada, convinto che la sua posizione sociale lo renda più rispettabile dei rozzi provinciali.

Spinto dal desiderio di sopravvivere nonché, soprattutto, di proteggere i suoi cari, ad Alex non rimane altro da fare che prendere in considerazione un’opzione che fino a quel momento aveva sempre rifiutato: il possesso di un’arma da fuoco. E nel suo viaggio verso la costa ovest del paese, Alex si ritrova così a rivivere la storia delle carovane che si muovevano verso il Far West, all’inseguimento di un American Dream da trasformare in realtà: un’arma da fuoco come mezzo irrinunciabile per proteggere sé stessi, i propri cari e più in generale il proprio stile di vita, da criminali, delinquenti e malintenzionati di ogni tipo. Così, pur non rinunciando mai alla solida impostazione thriller del romanzo, Koontz riesce a far emergere anche l’altro tema che spesso è legato a quello del viaggio: l’esperienza formativa. Il viaggio di Alex da una costa all’altra degli Stati Uniti è anche l’evento che lo costringe a confrontarsi direttamente con gli aspetti meno pubblicizzati dell’American Dream, con l’oscurità da cui questo nasce e dai quali non sembra potersi separare, perlomeno non più di quanto potrebbe una pianta dalle proprie radici.

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